Project Valley, sarebbe questo il nome del nuovo device Samsung che potrebbe con ogni pronostico vedere la luce entro gennaio 2016. Trattasi di un device con display Super AMOLED doppio il cui brevetto depositato presso la USPTO, riporta un dispositivo le cui fattezze sono simili ad un portafogli le cui due parti principali (i display) sono tenuti insieme da una spessa cerniera. Le due parti del telaio avranno poi la possibilità di visualizzare due diverse schermate e servirsi di hardware differente che suddivide i dispositivi su due categorie di mercato differenti. Avremo infatti una versione con Snapdragon 620 ed una con Snapdragon 820 unitamente a batterie non rimovibili, 3GB di RAM e slot esterno per espansione microsd card. Potete vedere un teaser in anteprima dal video sotto:

L’unico dubbio resta circa la solidità della cerniera e la sua resistenza alle sollecitazioni nel tempo sugli smartphone pieghevoli di Samsung.

Microsoft, come noto da tempo, sta lavorando ad un primo importante upgrade di Windows 10, nome in codice Threshold 2 che per molto tempo si è supposto che dovesse essere rilasciato nel corso del mese di ottobre. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni riportate da WinBeta, Windows 10 Threshold 2 sarebbe stato posticipato a novembre. Inoltre, la casa di Redmond non avrebbe ancora scelto il nome definitivo per questo aggiornamento che potrebbe chiamarsi “Windows 10 Update for November” oppure “Windows 10 November Update”.
Questo possibile leggero ritardo sulla tabella di marcia può essere, però, letto positivamente, in quanto Microsoft avrà maggiore tempo per poter affinare i dettagli di questo importante update eliminando tutti i bug ed ottimizzando l’esperienza d’uso. Threshold 2, si ricorda, è già nelle mani degli iscritti al programma Windows Insider da alcune settimane che ne stanno verificandole funzionalità segnalando alla casa di Redmond tutti gli eventuali problemi. L’aggiornamento porterà con se diverse nuove funzionalità, già evidenziate con il rilascio dell’ultima Insider Preview, ma è possibile che Microsoft decida di inserirne di ulteriori.
Si ricorda, al riguardo, che Microsoft ha promesso da tempo l’arrivo delle estensioni per il browser Edge e la nuova applicazione Skype per Windows 10.
Quello che è comunque palese è che Microsoft sta continuando a lavorare duramente per migliorare ed ottimizzare rapidamente il suo nuovo sistema operativo per offrire ai suoi utenti una sempre migliore esperienza d’utilizzo. Un impegno che è stato premiato dai già 75 milioni di dispositivi che utilizzano Windows 10.

Su Marte c’è acqua allo stato liquido? La risposta, frutto delle analisi compiute dalla navicella Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa non delude: sì, su Marte sarebbe molto probabile la presenza di acqua allo stato liquido. Non pura s’intenda, piuttosto salmastra. Per essere più precisi: alcune caratteristiche rintracciate sulla superficie del pianeta rosso testimonierebbero l’attività dell’acqua su Marte, chiarisce il paper che accompagna l’annuncio su Nature Geoscience. E quando si parla di acqua fuori dai nostri confini lo si fa pensando soprattutto a quella cosa lì: la presenza o meno di forme di vita quindi extraterrestri (l’acqua è essenziale infatti alla vita, almeno per come noi la consociamo). Ma prima di andare oltre, di quale caratteristiche parliamo?
Si chiamano recurring slope lineae (Rsl) e fanno così parte ormai del panorama marziano che hanno, anche loro, una pagina Wikipedia. Si tratta di strisce, meglio flussi, presenti su alcuni pendii marziani e che appaiono meno riflettenti rispetto al resto del panorama, lunghi anche cento metri e stretti meno di cinque, che compaiono durante le stagioni calde (quando le temperature raggiungono valori compresi tra i -23° e i 27°C), si allungano e poi scompaiono durante le stagioni fredde.
Da tempo si pensa che dietro queste misteriosi flussi ci sia l’acqua, meglio flussi di salamoie, soluzioni acquose ad alto contenuto di sali. Una sorta di fiumiciattoli salati, insomma. Finora però non era stato possibile trovare prove dirette dell’esistenza di acqua liquida o sali idrati precipitati dall’acqua che potessero confermare le ipotesi. Questo anche perché i dati ricavati dalle sonde coprono generalmente un’area più vasta delle stesse strisce.
WaterMars

I recurring slope lineae su Marte

Stavolta però Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology di Atlanta e i colleghi hanno messo a punto un metodo per estrarre dati dettagliati per quattro diverse zone marziane in cui sono presenti queste strisce scure, analizzando le informazioni spettrali del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (Crism) a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter. I risultati hanno mostrato che sali idrati sono presenti in tutte e quattro le aree analizzate nelle stagioni in cui le strisce sono più evidenti. I sali compatibili con i dati spettrali disponibili sono il perclorato di magnesio, il perclorato di sodio, e il cloruro di magnesio. Dei perclorati (di calcio) erano stati già avvistati da Curiosity, permettendo anche in tal caso di ipotizzare la presenza di acqua sulla superficie del pianeta. La presenza dei sali, infatti, abbassa il punto di congelamento dell’acqua, permettendo potenzialmente a queste soluzioni salate – salamoie appunto – di scorrere sulla superficie marziana.
“Quanto abbiamo trovato supporta l’ipotesi che queste strisce ricorrenti siano il risultato di attività dell’acqua contemporanea su Marte”, scrivono gli autori. Ovvero, il pianeta rosso, a zone, potrebbe essere transitoriamente bagnato. Anche se, come concludono gli scienziati, la presenza di acqua nelle soluzioni di perclorato potrebbe essere troppo bassa per supportare la presenza di qualche forma di vita (sempre per come noi la conosciamo).