Su Marte c’è acqua allo stato liquido? La risposta, frutto delle analisi compiute dalla navicella Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa non delude: sì, su Marte sarebbe molto probabile la presenza di acqua allo stato liquido. Non pura s’intenda, piuttosto salmastra. Per essere più precisi: alcune caratteristiche rintracciate sulla superficie del pianeta rosso testimonierebbero l’attività dell’acqua su Marte, chiarisce il paper che accompagna l’annuncio su Nature Geoscience. E quando si parla di acqua fuori dai nostri confini lo si fa pensando soprattutto a quella cosa lì: la presenza o meno di forme di vita quindi extraterrestri (l’acqua è essenziale infatti alla vita, almeno per come noi la consociamo). Ma prima di andare oltre, di quale caratteristiche parliamo?
Si chiamano recurring slope lineae (Rsl) e fanno così parte ormai del panorama marziano che hanno, anche loro, una pagina Wikipedia. Si tratta di strisce, meglio flussi, presenti su alcuni pendii marziani e che appaiono meno riflettenti rispetto al resto del panorama, lunghi anche cento metri e stretti meno di cinque, che compaiono durante le stagioni calde (quando le temperature raggiungono valori compresi tra i -23° e i 27°C), si allungano e poi scompaiono durante le stagioni fredde.
Da tempo si pensa che dietro queste misteriosi flussi ci sia l’acqua, meglio flussi di salamoie, soluzioni acquose ad alto contenuto di sali. Una sorta di fiumiciattoli salati, insomma. Finora però non era stato possibile trovare prove dirette dell’esistenza di acqua liquida o sali idrati precipitati dall’acqua che potessero confermare le ipotesi. Questo anche perché i dati ricavati dalle sonde coprono generalmente un’area più vasta delle stesse strisce.
WaterMars

I recurring slope lineae su Marte

Stavolta però Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology di Atlanta e i colleghi hanno messo a punto un metodo per estrarre dati dettagliati per quattro diverse zone marziane in cui sono presenti queste strisce scure, analizzando le informazioni spettrali del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (Crism) a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter. I risultati hanno mostrato che sali idrati sono presenti in tutte e quattro le aree analizzate nelle stagioni in cui le strisce sono più evidenti. I sali compatibili con i dati spettrali disponibili sono il perclorato di magnesio, il perclorato di sodio, e il cloruro di magnesio. Dei perclorati (di calcio) erano stati già avvistati da Curiosity, permettendo anche in tal caso di ipotizzare la presenza di acqua sulla superficie del pianeta. La presenza dei sali, infatti, abbassa il punto di congelamento dell’acqua, permettendo potenzialmente a queste soluzioni salate – salamoie appunto – di scorrere sulla superficie marziana.
“Quanto abbiamo trovato supporta l’ipotesi che queste strisce ricorrenti siano il risultato di attività dell’acqua contemporanea su Marte”, scrivono gli autori. Ovvero, il pianeta rosso, a zone, potrebbe essere transitoriamente bagnato. Anche se, come concludono gli scienziati, la presenza di acqua nelle soluzioni di perclorato potrebbe essere troppo bassa per supportare la presenza di qualche forma di vita (sempre per come noi la conosciamo).