Secondo il quotidiano britannico The Times, Stephen Hawking sarebbe vicino al prestigioso premio Nobel grazie anche a Jeff Steinhauer, scienziato del Technion di Haifa, in Israele. Steinhauer afferma infatti di aver creato un buco nero in vitro, una sorta di piccolo modello da laboratorio attraverso il quale assicura di poter provare ciò che Hawking aveva calcolato in teoria: la sottrazione di energia e materia ad opera di particelle/antiparticelle virtuali che si allontanano dal buco nero.

Circa quattro mesi fa, l’annuncio fu fatto su un sito scientifico in attesa della pubblicazione dei dati completi dell’esperimento su una rivista accreditata. Se non salteranno fuori intoppi, questa volta il Nobel a Stephen Hawking – sentenziò il Times – non potrà toglierglielo nessuno.

Lo studio pubblicato sulla rivista Nature mostra la prova più convincente, fino ad ora, di particelle che sono in grado di sfuggire all’enorme campo gravitazionale di un buco nero.

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All’Università di Innsbruck tempo fa dimostrarono che è possibile, con la tecnologia attuale, costruire un modello acustico di buco nero, in cui le onde sonore prendono il posto della luce. Il buco nero acustico dovrebbe esplodere in un impulso di fononi (“particelle elementari” sonore), come secondo la teoria di Hawking i buchi neri tradizionali dovrebbero evaporare tramite la radiazione di Hawking.

Jeff Steinhauer e il suo gruppo hanno simulato presso l’istituto israeliano di tecnologia di Haifa un buco nero acustico, con onde sonore al posto di onde di luce. Durante l’esperimento hanno visto che alcune particelle scivolano via dal suo raggio di azione (il cosiddetto ‘orizzonte degli eventi’). Questo modello ha permesso loro di osservare un fenomeno simile a quello di Hawking, che fino a ora non era stato dimostrato empiricamente.

Uno dei sistemi fisici più adatti a creare le condizioni analoghe a quelle di un buco nero con onde acustiche è il condensato di Bose-Einstein. Si tratta di un sistema di atomi o altre particelle caratterizzate ciascuna da un valore intero o nullo di spin, una proprietà quantistica che possiamo immaginare come una rotazione attorno a un proprio asse. Grazie a questa caratteristica, quando questi atomi o particelle sono portati a temperature prossime allo zero assoluto, perdono le loro caratteristiche individuali e per un peculiare effetto della fisica quantistica iniziano a comportarsi come un tutt’uno.

Proprio questo sistema ha permesso ora la prima verifica sperimentale della radiazione di Hawking, ottenuta da Jeff Steinhauer del Technion-Israel Institute of Technology ad, Haifa, in Israele, in uno studio descritto su Nature Physics, che ha sfruttato atomi di rubidio.